22 febbraio 2014

Ieri sera alla Delegazione AIS Castelli Romani, si è svolta un'altra affascinante serata con grande vino italiano.
E' stata una grande gioia scoprire come da un vitigno del sud, l'Aglianico, in blend con Cabernet Sauvignon e Merlot potesse scaturire un vino d'eccellenza quale è il Montevetrano.
Prima di tutto il fascino di una persona come Silvia Imparato che ha saputo trasmettere a tutta la sala, molto attenta ad ascoltare la sua storia narrata con semplicità ed affabilità.
Tutto è cominciato per gioco e ha fatto "Bingo"... subito un gran successo che in questi ventanni continua a portare avanti. Una perla nell'eccellenza italiana che ci fa onore al cospetto di autorevoli vini francesi.
La signora Imparato ha avuto coraggio nel lasciare un'affermata posizione di fotoreporter in giro per il mondo per dedicarsi al mondo del vino, si è affidata a mani sicure, quelle di Riccardo Cotarella ed è nato un blend dalle sorprendenti peculiarità.
La gran parte è composta da Cabernet Sauvignon, che apporta al vino la giusta cromaticità e la componente vegetale; poi l'Aglianico, che per la vicinanza al mare, conferisce note iodate che arricchiscono il Montevetrano con sapidità e mineralità; in ultimo una piccola percentuale di Merlot che, oltre al suo bagaglio fruttato e floreale, dona morbidezza. Il tutto vendemmiato e lavorato separatamente per poi incontrarsi in legno dove affina un anno, fino all'imbottigliamento dove riposa ancora fino a raggiungere la piena maturità.
Ecco l'importanza di conoscere un vino affrontando una verticale: in ciascuna annata si riscontrano anche le più sottili differenze che caratterizzano bottiglia per bottiglia, un'esperienza di altissimo livello che mi ha arricchito e particolarmente emozionato, come solo i grandi vini sanno fare. Ciascuna annata mostra il suo carattete, vuoi per il clima, vuoi per le piogge o il sole, ecc..., tannini quasi sempre vellutati, vini pieni di freschezza e persistenza, con impronta solida e raffinata.